Home page Menu Terme Parola cercata:

Salute e bellezza

La ricerca del benessere nell’acqua, principio della vita

Salute, bellezza, piacere di vivere: tutto questo significano le terme oggi. Una tradizione antica, che in Italia vanta tanti centri. Furono, infatti, gli antichi Romani i grandi cultori, che consapevoli del principio sostenuto dalla filosofia greca dell’acqua come principio dell’universo, scoprirono le proprietà benefiche di varie fonti sparse nei territori da loro dominati e le associarono al giovamento ottenuto dal riposo e dal rilassamento. Andare alle terme divenne così sinonimo del gusto di un’epoca. Trascorsi i secoli bui delle barbarie, le proprietà delle acqua termali furono riscoperte dagli studiosi del Rinascimento e a partire dal Settecento si assistette alla rinascita di antiche fonti o alla scoperta di nuove. E’ nell’Ottocento che avvenne l’esplosione del turismo termale, che dopo le due guerre mondiale ha conosciuto una nuova stagione per merito del riavvicinamento ai metodi naturali e dello sviluppo di attrezzature per rendere le cure sempre più mirate. Le terme oggi non sono, quindi, solo acqua da bere o nella quale immergersi, ma implicano un concetto più ampio di benessere.

  • Hai selezionato Terme
    1. Seleziona una regione qui a destra per vedere tutte le schede in ordine alfabetico
    2. Oppure seleziona le opzioni di ricerca qui sotto e fai clic sul bottone "Cerca"


A ogni età la sua acqua

Una corretta idratazione è indispensabile a qualunque età, perché l’uomo è costituito sostanzialmente di acqua: il 70% del peso corporeo di un adulto, 1’80% di quello di un bambino. Le acque minerali apportano anche, come è noto, sali (sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruri, solfati e bicarbonati, ma anche ferro, fosforo, iodio, rame, fluoro e selenio), molto importanti soprattutto nell’età evolutiva. Sia il latte artificiale sia quello naturale possono essere, infatti, diluiti con acqua minerale: quella consigliata dai pediatri è l’oligominerale, in particolare la bicarbonato-calcica o alcalino-terrosa, particolarmente facile da assimilare. Addirittura, è stato dimostrato che alcune acque contengono una quantità di fluoro equivalente a quello utilizzato in pediatria per prevenire la carie dentaria.

Durante l’infanzia Il bisogno di bere dei bambini è molto più elevato rispetto a quello degli adulti: adolescenti e adulti necessitano di 2,5-3 l di acqua al giorno, mentre l’apporto idrico ottimale calcolato per i bambini è di 1,5 mg per chilocalorie di energia spesa. Nel periodo della gravidanza e dell’allattamento Anche in stato di gravidanza è necessario bere molto, soprattutto acqua oligominerale nell’intervallo fra i pasti, al fine di prevenire alterazioni delle ossa e di contenere l’aumento di peso. Il fabbisogno di una donna incinta, che soddisfi anche le esigenze del feto e dell’apporto necessario al mantenimento del liquido amniotico, è mediamente di 300 ml al giorno. Nel periodo dell’allattamento si può far uso di acque calciche, oltre a quelle suggerite per il periodo della gravidanza, poiché lo ione calcio viene perso attraverso il latte. Inoltre l’apporto idrico in questa fase risulta fondamentale per recuperare i liquidi persi nella lattazione.

Per i giovani sportivi Per i giovani che praticano sport, bere acque minerali rappresenta un’ottima modalità per recuperare le perdite di sali e liquidi: la migliore, che può essere ingerita anche durante l’estate, quando si suda di più, è quella mediamente o fortemente mineralizzata. L’American College of Sports Medicine suggerisce l’assunzione di circa 500 ml di liquidi circa due ore prima di iniziare qualunque tipo di esercizio fisico.

Nella terza età L’idropinoterapia è particolarmente utile con i soggetti anziani, nei quali si verifica un fisiologico processo di disidratazione dei tessuti. È stato scientificamente dimostrato, infatti, che una disidratazione anche solo dell’1% del peso corporeo, in qualunque soggetto, anche giovane, può avere conseguenze sull’attività e sulle prestazioni dell’organismo. Se la disidratazione sale al 2%, si altera la termoregolazione corporea e il volume del plasma e a questo punto si comincia a manifestare un senso di sete molto intenso. Se la disidratazione sale al 5%, possono comparire crampi, debolezza, forte irritabilità, mentre al 7% circa il soggetto disidratato inizia ad accusare malessere generale, profonda debolezza e a volte persino allucinazioni. Con una disidratazione del 10% esiste una concreta possibilità di insorgenza di gravi patologie ed è a rischio la stessa sopravvivenza dell’individuo. Per chi è più avanti con l’età è utile bere pochi sorsi diverse volte nell’arco della giornata, scegliendo acque oligo e medio minerali. Il calcio contenuto in alcune acque può prevenire anche l’osteoporosi in età senile. Le solfate, come accennato, hanno una spiccata funzione lassativa, ma soprattutto regolarizzante dell’attività intestinale. La classificazione proposta da Marotta e Sica nel 1933, ma utilizzata ancora oggi, suddivide le acque minerali secondo tre parametri: temperatura; residuo fisso; composizione chimica.

Da tali parametri ne derivano acque:
  • • oligominerali;
  • • sulfuree;
  • • salsobromoiodiche;
  • • radioattive;
  • • salse (cloruro-sodiche);
  • • solfate;
  • • bicarbonate;
  • • carboniche;
  • • arsenicali ferruginose.

Ricerca

Regione

Patologie e altro

Acque

Convenzioni

Mappa colorata
Mappa
Lista
mappa mappa
adv